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Un dono alla memoria: il Comune di Lusia accoglie i dipinti di Antonio Milan, omaggio alla storia del paese prima del bombardamento


Un gesto di amore per le proprie radici e per la memoria storica di una comunità. È con questo spirito che il Comune di Lusia ha accolto ufficialmente la donazione di una serie di dipinti da parte della famiglia di Antonio Milan, nato a Lusia nel 1913 e trasferitosi per lavoro nel Novarese prima della Seconda guerra mondiale.

A presentare la proposta è stato il nipote Matteo Milan, che in una toccante lettera al Comune ha spiegato le ragioni del dono: “Mio nonno ha sempre dipinto per diletto, e nei suoi lavori – realizzati su vetro e su legno – ha voluto fissare le immagini della Lusia che aveva nel cuore: il fiume Adige, i ponti, i mulini galleggianti e l’architettura storica del paese prima che la guerra e i bombardamenti ne mutassero radicalmente il volto. Con questo gesto desidero restituire alla comunità un pezzo della sua storia, vista con gli occhi di chi, pur lontano, non ha mai smesso di amarla”.

Il riferimento è anche all’ottantesimo anniversario del bombardamento che colpì Lusia nel 1945, un evento che cancellò gran parte del patrimonio edilizio e identitario del paese. I quadri di Milan diventano così testimonianza preziosa e rara di com’era il paese prima della distruzione: memoria visiva e affettiva che il Comune ha scelto di valorizzare.

La Giunta comunale ha deliberato all’unanimità l’accettazione della donazione, i cui dipinti sono stati consegnati nel giorno dell'inaugurazione del museo civico "Memorie di guerra e di vita quotidiana" a cui ha partecipato proprio il nipote Mattia, riconoscendone “la valenza culturale, educativa e testimoniale” e decidendo di destinare le opere alla conservazione e valorizzazione all'interno del museo e del municipio. La donazione, effettuata a titolo gratuito, non comporta oneri economici per l’ente se non le normali spese di conservazione e inventariazione.

“È un atto che ci onora e arricchisce – ha dichiarato il sindaco Luca Prando –. Ricevere in dono queste opere significa poter raccontare alle nuove generazioni il volto della nostra Lusia com’era, mantenere vivo un ricordo che rischiava di andare perduto e rafforzare quel legame tra passato e presente che dà senso all’identità di un territorio”.